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Luca pubblicato 2 anni fa
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3 Risposte
Luca risposto 2 anni fa

Salve a tutti volevo chiedervi una mano, qualcuno sa consigliarmi alcuni giochi/attività di gruppo che puntano alla coesione del gruppo e all’aprirsi alle relazioni. Gli utenti sono adolescenti senza gravi problemi ne motori ne psichici. Vorrei unire il gruppo e far superare ad alcuni utenti la paura del giudizio degli altri e la paura di relazionarsi.
Grazie mille in anticipo

Davide risposto 2 anni fa

Ciao! Un po’ poche info per capirci qualcosa, ma punterei a 2 cosa:
-un gioco di squadra anche complesso.
– organizzare qualcosa (festa di Natale?)

Mi sembra possano essere due idee da cui partire per sbizzarrirti con la tua fantasia educativa!

A presto!
Ciao!

Francesca risposto 2 anni fa

Ciao Luca,
anche io ti consiglio un gioco di squadra e ti posso portare la mia esperienza col rugby, che è il gioco ‘sociale’ per eccellenza, grazie al quale ho potuto lavorare sulla coesione, l’affettività, la solidarietà con gruppi di grandi e piccoli, maschi e femmine, normodotati o con disabilità.
Se ti può interessare ti lascio la mia mail: [email protected].

Ciao!

Luca risposto 2 anni fa

Grazie per i vostri consigli

Anna Staff risposto 2 anni fa

Ciao Luca, ti consiglio un libro da cui spesso prendo spunto per progettare gruppi
“83 giochi psicologici per la conduzione dei gruppi. Un manuale per psicologi, insegnanti, operatori sociali, animatori…” a cura di Sabina Manes

…per le poche informazioni date, posso provare a proporti questo:
Nei tuoi panni…
Il conduttore invita i partecipanti a scambiare il proprio vestito/ scarpe/oggetti personali/cappello/gioielli….. con quello di un altro componente che abbia all’incirca la stessa taglia ma un modo di vestre diverso. Quando è terminato il travestimento, il conduttore invita i partecipanti a conpiere tutte le azioni di cui necessitano per entrare in contatto con il cambiamento: guardarsi allo specchio, toccare il materiale dei nuovi abiti, camminare nello spazio e sentire come le nuove scarpe modificano la propria andatura, muoversi in base alle sensazioni che proviene da oggetti diversi da propri. il conduttore lascia sperimentare ed improvvisare il gruppo per una decina di minuti. seguirà una discussione finale in cui il conduttore domanderà ad ognuno come si è percepito nei panni di un altro e chiederà al proprietario di quei panni se si riconosce almeno in parte nelle impressioni espresse dal compagno.

se vuoi te ne scrivo altri più specifici se mi descrivi meglio l’obiettivo e che lavoro vuoi fare con loro.

Luca risposto 2 anni fa

Bella idea Anna la sperimenterò di sixuro

Giulia Staff risposto 2 anni fa

Ciao Luca,
personalmente, anche se non ho ancora avuto occasione di sperimentarlo, amo molto il gioco “risparmio di piedi”: due (o più gruppi) devono attraversare uno spazio (per es. devono arrivare dalla parte opposta del cortile o del salone) con “meno piedi possibile”, collaborando e organizzandosi dunque al loro interno per scegliere la strategia giusta (es. fare le carriole, portarsi in braccio, saltellare su un piede solo, ecc.). C’è un obiettivo comune e più i membri cooperano più sarà semplice raggiungerlo.
Ci sono altri giochi di questo tipo, per es. il gruppo si mette carponi e una persona si sdraia “come addormentata” sugli altri che devono condurla da un’altra parte senza lasciarla scivolare giù.
Sulla questione “aprirsi alle relazioni”, ci sono un po’ di attività di conoscenza/contatto che andrebbero fatte gradualmente, dalla condivisione del nome a quella di una qualità, dal guardarsi all’entrare in contatto (es.: come si organizza il gruppo per stare, che so, in 15 in uno spazio via via più ridotto?).
Spero di averti dato qualche spunto interessante!
In bocca al lupo!
Giulia
 

Luca risposto 2 anni fa

Grazie mille

Andrea Staff risposto 2 anni fa

Ciao Luca,
proverei a suggerirti un’ulteriore strada che magari può esserti utile nel lavoro con gli adolescenti: una possibilità (che personalmente apprezzo moltissimo) potrebbe essere quella di partire direttamente e primariamente da loro.
Dalle info che riporti mi sembrano emergere 2 elementi chiave:
1) hai ragazzi che ti sembra che abbiano paura del giudizio degli altri
2) hai ragazzi che faticano a relazionarsi tra di loro
La tua finalitá é di formare un gruppo coeso e aperto alle relazioni.
Se fosse possibile (questo dipende anche dalla disponibilità e dalla tipologia di ragazzi con cui lavori), si potrebbe partire da un lavoro di conoscenza/consapevolezza personale e individuale. Butterei sul tavolo un paio di domande, alle quali i ragazzi possono rispondere individualmente su un foglietto in un tempo stabilito, del tipo:
a) Ho paura del giudizio altrui? Perché?
b) Come sono solito relazionarmi con gli altri?
c) Come vorrei che gli altri si relazionassero con me?
d) Una mia qualità che potrei impiegare in un gruppo.
e) Un mio difetto che riconosco e che vorrei migliorare
Queste sono solo alcune idee abbozzate ma puoi davvero sbizarrirti in base a ciò che ti interessa tirar fuori da loro.
Permettere ad un ado di ritagliarsi del tempo per sé, di far chiarezza primariamente a se stesso e quindi anche a noi operatori/genitori/allenatori l’ho spesso trovata un’arma vincente. Puoi capire se può essere opportuno far condividere ai ragazzi quanto emerso direttamente in gruppo, (magari incitando, sostenendo e accompagnando chi fa più fatica) o se prenderti tu l’onere di raccogliere e dare una restituzione al singolo e al gruppo.
Facendo un’attività del genere in un certo senso stai già lavorando per assemblare un gruppo partendo proprio dai singoli e dalle loro individualitá. Inserire poi un gioco/evento come quelli proposti da Davide, Francesca e Giulia può essere molto funzionale.
Aggiungo alle proposte un grande classico che può essere una caccia al tesoro con delle prove da superare insieme. La forza di questo gioco penso possa essere quella di valorizzare delle competenze e qualitá che magari hanno proprio quei ragazzi che faticano maggiormente nella relazione con gli altri. Se ben pensata può aiutare dei soggetti a tirarsi fuori rispetto ad alcuni aspetti, ad ottenere riconoscimento dagli altri e a perseguire degli obiettivi comuni proprio facendo leva sulla necessitá di essere coesi e aperti alle relazioni. Le prove da superare le puoi inventare ad hoc in base a quanto emerso nel lavoro individuale o dalle osservazioni che hai avuto modo di fare nel tempo.
In ogni caso metterli e vederli all’opera penso che possa sempre insegnarci qualcosa in più dei ragazzi e che ci permetta di ricalibrare nuove attivitá e giochi ripartendo sempre e comunque da loro e dal loro status in quel determinato gruppo e tempo.

Luca risposto 2 anni fa

Grazie mille sei stato molto utile