Autismo e campane tibetane

La PiazzaAutismo e campane tibetane
Monica pubblicato 1 anno fa

Buongiorno colleghi!
Il caso: un ragazzo di diciott’anni circa, autistico, spesso ha atteggiamenti di ricerca degli educatori in maniera aggressiva, si avvicina scuotendoli, prendendoli per le braccia e stringendole molto forte, “caricandoli” a spinta. Il ragazzo, inoltre, spesso tocca gli educatori mettendo le mani attorno al collo o sul petto, attratto dalle vibrazioni prodotte dalla voce. Si è ipotizzato che anche i comportamenti aggressivi del ragazzo fossero finalizzati al sentire la voce dell’educatore che per fermarlo utilizza la voce alzandola di tono (difatti ripreso in questa maniera smette). Si è anche detto che, presa in considerazione questa ipotesi, noi educatori avremmo dovuto cercare di non intervenire con la voce ma solo distanziandolo e contenendolo fisicamente: il  problema è che se non mettiamo uno stop verbale il ragazzo finisce per insistere ad oltranza e fare davvero male, così si finisce per riprenderlo di nuovo verbalmente in prima persona e se non siamo noi a farlo sono i nostri colleghi che lo fanno per noi quando vedono che su di noi la situazione si abbatte insistentemente.
Ora, posto che il ragazzo è attratto dalla voce e dalle sue vibrazioni e che abbiamo ipotizzato fosse questo il motivo delle sue insistenti incursioni: le campane tibetane che rievocano appunto vibrazioni e suoni potrebbero funzionare? Da proporre prima magari in un laboratorio musicale (per vedere come si comporta in merito) e poi come intervento al presentarsi del comportamento: ti avvicini, tocchi -> campana.
E’ un pensiero che mi frullava in testa ed essendo nuova sia nel servizio sia nell’ambito di intervento non volevo venir fuori in équipe con una proposta che magari è fuori dal mondo.
Ringrazio tutti in anticipo per i consigli che vorrete darmi!

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3 Risposte
Salvatore risposto 1 anno fa

Ciao! Lo spunto e’ interessante. Penso anche che un palloncino potrebbe essere utile. Se l’educatore ci parla attraverso il suono e la vibrazione si amplificano😊

Giulia Staff risposto 1 anno fa

Ciao, anche io penso che possa essere una buona idea, stante quello che hai riportato di questo ragazzo. La trovo perfetta nell’ambito del laboratorio musicale, anche per verificare la vostra ipotesi. Da utilizzare tutti i giorni trovo più pratico il suggerimento di Salvatore! 
Facci sapere come va in équipe! In bocca al lupo!
 

Anna Staff risposto 1 anno fa

Ciao Monica,
davvero uno spunto interessante e soprattutto creativo!
Per gli aspetti che hai sottolineato del caso, credo sia un’ottima idea quella del laboratorio musicale, o musicoterapia, o comunque una educazione al suono e alla musica. Tra l’altro potresti provare a parlarne con Arteducazione, un’associazione del territorio milanese che si occupa di questo con professionalità educative e tecnico-musicali insieme.
COncordo invece nel dire che utilizzare questa tecnica quotidiniamente potrebbe risultare difficile e soprattutto non “risolverebbe” il fastidio/problema che questo ragazzo crea con i suoi comportamenti aggressivi nei confronti degli educatori. Continuerebbe a farlo per provocare una reazione e sentire un suono e una vobrazione (che sia essa prodotta da un palloncino, dalla vostra voce che urla o da una campana tibetana)!
Credo che per portare all’estinzione di un comportamento aggressivo sia necessario utilizzare altre strategie, ma non riesco a darti una risposta ora senza conscere meglio il caso e con le poche risorse e competenze che ho con un’utenza con disturbi di autismo.
Sono curiosa però di quello che deciderete in equipe e degli “esperimenti” che farete. Quante volte in educazione si va per tentativi… 🙂 per questo credo che questo luogo, la Piazza, sia anche così utile..condividendo esperienze, casi, domande sull’utenza, laboratori, idee si può accrescere il sapere educativo e una “storia” nella materia educazione, non so come dire..si accumulano una serie di casi, “segni” ecc che archiviati e condivisi fanno letteratura!
un saluto,
Anna