Bisogni

La PiazzaBisogni
Anna Staff pubblicato 2 mesi fa

Credo che le parole di Anna Harendt siano sufficientemente esplicative: “La generazione umanitaria non ama gli uomini, ama occuparsi di loro“. 
Qual è, quindi, il bisogno altrui? Questa impostazione è ambigua, dipende da cosa noi crediamo che sia il bisogno altrui: e se ciò che io porto non è veramente quello di cui essi hanno bisogno?  Ciò di cui hanno veramente bisogno non lo so io, non lo misuro io, non ce l’ho io. È una misura che non possiedo io. Perciò le «leggi» e le «giustizia» possono schiacciare, se dimenticassero o pretendessero sostituirlo, l’unico «concreto» che ci sia: la persona, e l’amore alla persona. 
Hanno bisogno di tutto. Ma soprattutto hanno bisogno di uno sguardo umano. Hanno un sacco di problemi, certo, ma il punto non è risolvere i mille bisogni che hanno: sarebbe impossibile rispetto alle nostre capacità ed io sarei frustrata e fallita nel mio lavoro se lo scopo fosse rispondere a tutte le loro esigenze concrete. Ma sono fermamente convita che la soluzione dei problemi non avviene direttamente affrontando il problema ma approfondendo la natura del soggetto che li affronta!
Melissa_ 19 anni, albanese. Ha un bisogno infinito di parlare e sfogarsi. Ci racconta di maltrattamenti subiti in strada: derubata dei soldi guadagnati prostituendosi e dei documenti. Ha bisogno di soldi per pagare l’albergo dove vive, ha bisogno di rifare i documenti per tornare a casa, ha bisogno di assistenza sanitaria per una infezione vaginale che mi confida a bassa voce mentre Ruggero, l’educatore che è con me, non può sentire. […]
In tutto questo tempo che passiamo con lei mi colpisce che mi chiede di scaldarle le mani con le mie, è un contatto fisico e umano che mi sta chiedendo, non il riscaldamento della macchina. Appena faccio per staccarmi subito richiede il contatto, preoccupata che non volessi toccarle le mani perché «ti fa schifo pensare che io toccato qualcosa…». Mi fa sorridere! La riprendo subito accogliendola tra l mie mani, come potrei avere schifo? Non desideravo altro… e lei di cosa ha bisogno? Solo di soldi, documenti, ginecologa e un po’ di caldo? Certamente partiamo da dei bisogni concreti imposti dalla realtà, punto per punto questi saranno gli obiettivi del nostro lavoro educativo con lei, ma lei è- non ha- è un Bisogno più grande. Meno male, sono contenta della mia impotenza di fronte a Melissa perché proprio lei diventa per me feconda, mi obbliga a ripartire e dipendere da altro.
[stralci di una esperienza in strada con donne vittime di tratta]
Anna

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1 Risposte
Vincenzo Staff risposto 2 settimane fa

La strada è la grande maestra di vita…..Sei sempre in gamba!