Con gli occhi di un ragazzo

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Sara pubblicato 7 mesi fa

Si parte, tre giorni a Santa Margherita ligure.. centro diurno, cag e ricreattivamente!! Ben 46 in  totale con i nostri educatori…
Non ero neanche così convinto di volerci venire.. adesso sono qua, con questi tipi anche un po’ strani, non ho ben capito.. sono un centro come il nostro, però per ragazzi un po’ diversi da noi.. Bo! hanno delle difficoltà.. pare! Anche se spesso io ne vedo più nei miei strambi amici che in loro.

La prima sera ho dovuto cucinare, che palle! I miei educatori mi hanno obbligato però sono stati con me, lo hanno fatto con me e mi hanno spiegato come fare e.. tutto sommato vedere 46 persone felici di mangiare ciò che avevo preparato non è stato così male!! Mi sono sentito utile…
In questi giorni sono anche stato in una città strana, Portofino mi pare si chiamasse.. troppi ricchi antipatici.. anche se poi i miei educatori mi hanno spiegato che non potevo essere arrabbiato con chi è più ricco di me ne tantomeno rancoroso.. perché probabilmente hanno fatto tanti sforzi per ottenere tutto ciò che hanno.. beh non ci avevo mai pensato! Chissà se anche io un giorno sarò in grado di combinare qualcosa e avere una mia famiglia realizzando tutti i miei sogni….

La strada è stata lunghissima e faticosissima, che palle, il bosco lungo e infinito, e dopo il divertente bagno al mare con gli altri non ho proprio voglia di camminare…. Però, ho visto dei luoghi che non avevo mai visto prima d’ora, dei luoghi che non avrei mai visto in altri momenti, non pensavo neanche esistessero, figurati!! Non ci sarei mai venuto da solo!! E poi i miei pazzi educatori camminano, ridono, scherzano, parlano, cantano con gli altri ragazzi.. non sembrano mai stanchi, danno energia anche a me! Tutto sommato non è così male!! E i miei amici.. ridono e scherzano con questi ragazzi…. Mmmh… Un po’… Bo forse strani si..  ma devo ammettere molto simpatici e divertenti!! Molto più di me!! Siamo già quasi tornati all’ostello, la fatica sembra non esserci neanche stata in mezzo a tutta questa gente!

Ho provato a spingere un mio compagno, ho spinto la sua carrozzina… I miei educatori me lo hanno lasciato fare.. si sono fidati di me, per l’ennesima volta.. si sono fidati di me ancora, nonostante quella volta che ho menato un mio compagno di classe, nonostante quella volta che ho provato a rubare le chiavi, nonostante quella rissa a cui non ho saputo tirarmi indietro… Si sono fidati ancora, loro non mi giudicano, non mi eliminano, non mi escludono.. mi sgridano sì ma poi mi perdonano ed io imparo.. imparo a voler essere diverso e migliorare.. imparo che è possibile essere diversi!!… come questi altri ragazzi! Imparo a voler bene agli altri e, in fondo, anche a me stesso!
E adesso sono qui che spingo questo ragazzo, per la prima volta mi sento importante, mi sento indispensabile per qualcuno, tutti mi guardano e sorridono, sono fieri di me, sono fondamentale adesso, sono un eroe!!!!!!…. Ah no…. Aspetta… L’eroe è lui, è questo nuovo amico che sto spingendo, lui è qua seduto e non può fare alcune delle tante cose che faccio io eppure non l’ho mai visto arrabbiato, non l’ho mai visto scontroso.. sorride sempre a tutti… Mi piacerebbe essere come lui!!! Come lui e i suoi compagni che si divertono, che si accettano e non giudicano.. io invece a volte sbaglio, giudico gli altri ma per difendermi, perché ho paura che quello sbagliato potrei essere io…. Attacco per difendermi!
Che pizza.. oggi mi è toccato anche sparecchiare… Mi sono svegliato già stanco!
Preparo la valigia e vado giu, quei noiosi degli educatori hanno preparato un’attività finale.. sempre le stesse cose, che noia!!

Ho un foglio davanti, mi chiedono di dire cosa ho dato e cosa ho ricevuto in questa esperienza. Che palle non voglio scrivere, però tutti qua intorno scrivono.. e io?? Adesso che scrivo?? Sono in panico.. come faccio a dire come mi sento?? Che fatica scrivere che non vorrei andarmene, che fatica dire che alla fine in questo gruppo per la prima volta mi sono sentito accettato.. come posso scrivere che ho capito che anche io sono capace di stare insieme ad altri ragazzi senza combinare guai, come faccio a dire che adoro il mio compagno di stanza di ricreattivamente, come posso dire che sono riuscito a non litigare con i miei amici, che ho provato a rispettare delle regole che spesso mi stanno troppo strette..  come faccio a dire che ci ho provato, che vorrei stare ancora qua lontano dai problemi, che qua, con tutte queste persone, mi sento un ragazzo diverso… Capace di aiutare gli altri!!
Gli educatori leggono i biglietti… O no! Sembra che si commuovono anche loro.. non posso piangere!! Cosa penserebbero gli altri?? Eppure tutti questi biglietti dei miei compagni di viaggio mi stanno emozionando, ho lo stomaco in subbuglio… Non capisco!! Lacrime non scendete, vi pregooooooo!! Cosa potranno pensare di me se adesso mi metto a piangere??!? Proprio io…. Non posso…
Quando sento però il mio nome, in un biglietto del ragazzo dell’altro gruppo non ce la faccio.. una lacrima mi scende! Voglio stare qua, con loro!!!!
Nel pulmino al ritorno mi riconosco, sono tornato finalmente… rido, scherzo, dico qualche parolaccia al mio socio, qualche presa in giro qua e la, basta emozioni!!

Oh no!!! Stiamo per arrivare… Bruzzano mi sta stretta in questo momento, ho voglia di ripartire ancora….. Ancora con loro……

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2 Risposte
Vincenzo Staff risposto 7 mesi fa

Bellissimo intervento, davvero grande. Hai della stoffa niente male amico! Non te ne disfare mai. Complimenti sinceri. Sei vero! 

Andrea Staff risposto 6 mesi fa

Ecco qui raccolte tre piccole narrazioni che i ragazzi con disabilità del doposcuola “Ricreattivamente” hanno sviluppato a seguito della bella esperienza condivisa con Centro diurno e CAG.

F.
È stata dura accettare questa sfida. C’erano ben 5 motivi che frenavano la mia voglia di partecipare a questa proposta:
– Paura che qualche compagno mi buttasse dell’acqua nelle orecchie
– Dover studiare per le verifiche
– Aver litigato con alcuni miei compagni
– La puntata di Amici di Maria De Filippi
– Sabato sera giocava la Juve
Con l’aiuto dei miei educatori, che hanno insistito fino allo sfinimento affiche’ partecipassi, ho deciso di lanciarmi in questa tre giorni a Santa Margherita Ligure. Diciamo che più che di una decisione deliberata si è trattato di una rassegnata approvazione finalizzata a zittire una volta per tutte gli ostinati operatori.
Mi scoccia ammetterlo ma tutto sommato non avevano tutti i torti. Dalle 17,00 in poi iniziava il vero spettacolo e divertimento. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la passeggiata nel sentiero dei boschi dalla spiaggia di Paraggi sino a Portofino dove ho visto delle meravigliose barche ormeggiate. Poi, una volta al porto, sono rimasto affascinato da un ragazzino che pescava con una canna da pesca artigianale e della mollica di pane. L’ho guardato per un’ora assieme ad alcuni miei amici.
Un’altra cosa che ricordo con tanto piacere è stato di aver giocato a calcio con dei ragazzi che non conoscevo. Ho chiesto di poter far due tiri con loro e ci hanno subito accolti.
È stata insopportabile la sveglia mattutina alle 7,00, manco dovessimo preparaci per scuola. La notte è stata divertente, abbiamo fatto casino, sbattuto i letti sul muro e salutato “Andonio”. Ci siamo presi a ciabattate sul sedere e quando l’educatore dormiva facevamo i versi gutturali. Abbiamo fatto casino fino alle 2,00 di notte e dormito 4 ore a notte.
A mio parere abbiamo avuto poco tempo libero utile a stare da soli e per i fatti nostri.

S.
La voglia di provare ad essere indipendente negli spostamenti, trascorrere una nuova esperienza in compagnia e vivermi un weekend senza genitori mi ha spinto a intraprendere questa esperienza. La possibilità di trascorrere del tempo e intere notti con i miei compagni mi ha permesso di conoscere alcuni dei loro lati più profondi e quotidiani che nei pomeriggi al doposcuola non emergevano, per esempio in quel contesto un mio compagno mi è stato molto vicino e mi ha spesso aiutato. Ho imparato ad apprezzarlo ancora di più. Nel contesto di Ricreattivamente ci eravamo rapportati molto meno e in maniera totalmente differente.
La mia paura è stata che per la prima volta andavo in giro con una carrozzina elettrica in un posto che non fosse vicino o sotto casa. Era un posto nuovo che non conoscevo e dovevo fare i conti con il fatto che non sapevo cosa mi sarebbe capitato e cosa mi avrebbe aspettato. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la lunga passeggiata fino a Portofino in quanto ho potuto affinare la mia spericolata tecnica di guida. Per poco non mi beccava l’autovelox. È stato interessante osservare la “fauna locale” e apprezzare le bellezze nostrane del Cag.

A.
La possibilità di andare in gita con i miei amici e di trovarne di nuovi mi ha dato coraggio e mi ha spinto a partecipare a questa esperienza.
Prima di partire avevo paura di non essere all’altezza, di sbagliare a parlare e di non riuscire a comunicare con i ragazzi del Cag. Per il resto ero molto contento di intraprendere questa avventura.
Mi è piaciuto molto camminare per ore costeggiando il mare e visitando la città. Fare il bagno in mare con i miei amici e giocare con l’acqua è stato proprio bello.
Ho conosciuto L., un ragazzo “importante” che all’inizio pensavo essere mio coetaneo poi mi sono sorpreso quando ho saputo che è un anno più piccolo di me.
La prima volta che l’ho incontrato in campeggio non l’ho conosciuto molto, dopo questa gita ho apprezzato la sua simpatia e furbizia.

Vincenzo Staff risposto 6 mesi fa

…ecco presentata la “Prossimità”…