…e chissenefrega del resto…

La PiazzaCategoria: Diari…e chissenefrega del resto…
Emanuela pubblicato 1 anno fa

A scuola è periodo di gite e lavorare coi ragazzi mi fa ricordare i miei periodi di scuola.
Ripenso alla mia prima vera gita, avevo 12 anni e facevo le medie.
Non mi ricordo dove siamo andati, mi pare in Emilia Romagna. Ma mi ricordo benissimo il viaggio in pullman, il walkman con le cuffie divise con la mia migliore amica. I trip mentali con quello che mi piaceva della seconda D (che nemmeno mi salutava).

[La mia classe, la seconda G, era al tempo prolungato. Eravamo la classe dei pomeriggi, mentre gli altri uscivano alle 13.20. Noi restavamo in mensa, stavamo a scuola fino alle 16.30, e andavamo pure al sabato.
Dio benedica la mensa, l’intervallo mensa, quei pomeriggi dove fuori scuola ti fermavi a prendere il gelato con le amiche e poi tornavi a casa con loro in bicicletta…oppure andavi in biblioteca, con la scusa di studiare e ridevi tutto il tempo].
Non mi ricordo le visite didattiche, ma la camera con le amiche, quella sì, era la prima volta che rimanevo fuori casa più di un giorno. Ricordo il senso di libertà, l’onnipotenza mentale.
Mi ricordo che era un borgo medievale perché mi ricordo di uno spettacolo una sera vestiti con abiti medievali. Oddio, di quello spettacolo mi ricordo solo un pensiero: “oggi per fortuna è il secondo giorno, ho davanti ancora la serata e tutto domani”. Volevo che quel momento non finisse mai.
Ricordo il truccarsi insieme, i primi jeans attillati, la Onyx. I reggiseni e la mia migliore amica che aveva più tette di me, ma le volevo un gran bene lo stesso. Ricordo le telefonate ai miei genitori, il loro entusiasmo quando mi ascoltavano raccontare, il loro non soffocarmi, ne coi compiti, ne col profitto scolastico. Anche per questo, credo, ho proseguito gli studi, ho scelto quello che mi piaceva. Ricordo il rientro in pullman e il loro aspettarmi a braccia aperte.
Ricordo le canzoni per strada, la sera, coi compagni, il coprifuoco dei prof., lo stare sotto l’ombrello in due.
Ricordo i sorrisi dei miei prof.
E inevitabilmente mi penso come insegnante. Voglio questo per i miei ragazzi.
Voglio che non dimentichino mai le sensazioni, le emozioni, le relazioni con gli altri. La vera essenza della vita.
E chissenefrega del resto. A 12 anni i noiosissimi temi di cronaca possono aspettare.

 

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2 Risposte
Vincenzo Staff risposto 1 anno fa

Bellissimo intervento Emanuela. Fresco come ruscello di montagna. Pare di avvertire tra le parole gli scampanellii delle emozioni e gli ansimi delle sensazioni. E del resto chissene frega! Davvero brava. by

Emanuela risposto 1 anno fa

Grazie mille Vincenzo 🙂