Educare è…saltare al battito del cuore

La PiazzaEducare è…saltare al battito del cuore
Anna Staff pubblicato 10 mesi fa

L’educazione non può essere solo assistenzialismo. Non basta fare assistenza. Educare è di più.

Educare è usare la magia positiva della condivisione e dello stupore. Educare è saltare al battito del cuore.

Vi voglio raccontare questa storia:

Arriva in Sud Sudan. Rimane sconvolto dalla scarsa considerazione per le donne incinte. Una sera in un villaggio viene chiamato per aiutare una madre con un parto difficile: il cordone ombelicale si è arrotolato e impedisce l’uscita del neonato. “Spiego che va portata subito in ospedale per un cesareo, ma il marito, un militare, si oppone, mi blocca la strada e dice che non c’è bisogno di nessun ospedale, che non capisce tutte queste complicazioni, che son sempre bastati i metodi tradizionali. E, per dimostrarcelo, si mette a spingere con forza sul pancione della moglie e, senza darci il tempo di fermarlo, ci salta sopra con tutto il suo peso. Il risultato drammatico è la rottura dell’intero della donna e una corsa con la jeep fino all’ospedale, dove il bambino arriverà morto.

La madre riusciranno a salvarla, ma quel giorno capisco che non basta fare assistenza, bisogna anche lavorare sulla cultura del villaggio, sul posto che occupano le mamme e i bambini che crescono dentro di loro. ” Ma sono operazioni che non si possono fare con rabbia e con spirito oppositivo, meglio usare la magia positiva della condivisione e dello stupore.

“Un pomeriggio in cui dovevamo visitare e fare L’ecografia alle mamme in attesa, ho preso in prestito la chiesa di un villaggio, ho appeso un lenzuolo al muro e ho collegato l’ecografo a un proiettore che mi ero portato dall’Uganda. Poi abbiamo chiamato a raccolta la comunità e ho cominciato a proiettare davanti agli occhi di tutti le immagini della prima ecografia: si vedevano i piedini, il naso, una mano che toccava la bocca e tutto il villaggio era immobile e a bocca aperta. Vedevano per la prima volta la vita crescere dentro una donna. Poi ho indicato loro le pulsazioni del feto e, grazie alle casse del computer, ho fatto sentire il battito del cuore.

Uno dei vecchi saggi seduto in prima fila allora si è alzato e ha cominciato a saltare tenendo il ritmo di quel piccolo cuore. Dopo un attimo l’intero villaggio era in piedi: tutti insieme saltavano, come fanno nelle danze rituali, tutti insieme seguivano il tempo che gli dettava quel bambino che doveva ancora nascere. Mi son commosso per la gioia, quel bambino era diventato di tutti.”

[Mario Calabresi, Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa]

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1 Risposte
Anna Staff risposto 10 mesi fa

Educatori raccontatemi le vostre esperienze,
raccontate come usate la magia positiva della condivisione e dello stupore!
Scriviamo del nostro bellissimo lavoro!
Grazie Anna