Educatori professionali socio sanitari e socio pedagogici: un Disegno di legge frettoloso e parziale

La PiazzaCategoria: DomandeEducatori professionali socio sanitari e socio pedagogici: un Disegno di legge frettoloso e parziale
Foto del profilo di MarcoMarco Staff pubblicato 10 mesi fa

Da poche settimane è approdato in Senato il DDL “Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista” che è stato approvato in testo unico alla Camera dei Deputati il 21 Giugno 2016
Questo interessante articolo riassume e propone qualche considerazioni.
http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2016-09-21/educatori-professionali-socio-sanitari-e-socio-pedagogici-disegno-legge-frettoloso-e-parziale-122433.php?uuid=ADhQRbOB&refresh_ce=1

Cosa ne pensate?

Condividi Questa Pagina!

Fai per commentare o votare

1 Risposte
Migliore Risposta
Foto del profilo di ElisaElisa risposto 10 mesi fa

Ciao! Mi è stato chiesto di lasciare una traccia su questa piattaforma in merito ad un incontro cui ho partecipato venerdì all’Università di Milano Bicocca. Dal momento che l’argomento scottante al centro del Convegno  era proprio la proposta di legge Iori, ho pensato fosse più giusto rispondere a questo post già esistente, invece di aprirne un altro.

Cosa dire?

Innanzitutto, non posso negare di essere andata al Convegno “Come cambia la figura del pedagogista?” prefigurandomi già il disagio che avrei provato in quell’ aula Magna strapiena nel sentir decantare di una legge dipinta come perfetta, ma che sapevo non condividere per molti suoi aspetti. Speravo però che il focus rimanesse sul pedagogista e non virasse troppo sulla figura dell’educatore, andando a risvegliare il mio lato più emotivo ed istintivo. E questo perchè mi conosco, ci sono cose che mi fanno incazzare (e mi scuso per il linguaggio poco professionale), e di fronte a queste mi dimentico di essere una persona timida e riservata. Purtroppo non è andata proprio così, e quando ho visto che di educatore si parlava e che tutti, davvero tutti, ne parlavano, tranne gli educatori SNT2, ho pensato che dovevo far vedere che c’eravamo anche noi e che questa legge, diamine, riguarda anche noi.
Veniamo liquidati alle primissime righe della legge, si dice che esistiamo, e tant’è. Per il resto del testo scompariamo, tranne per quelle poche righe che stabiliscono che le nostre competenze possono essere spese solo in ambito sanitario e socio sanitario. Eppure noi esistiamo, abitiamo i servizi, anche e soprattutto quelli socio educativi. Le nostre capacità, le nostre competenze, il nostro sguardo e il nostro agito sul e nel processo educativo esistono e si alimentano ogni giorno. Ci siamo formati per questo, e conosco educatori validi che non smettono di formarsi ogni giorno grazie al desiderio di fare sempre meglio. Come è possibile che tutto questo non sia riconosciuto? non sia valorizzato? Davvero è più valida un’esperienza come educatore di tre anni (anche non consecutivi) senza alcun percorso di riflessione e formazione in merito, così come si riporta nelle sanatorie?

Ho cercato di chiedere tutto questo all’On. Iori. Forse non lo ho fatto bene, forse potevo parlare meglio, però avevo bisogno di sapere perchè nella sua proposta di legge non avesse tenuto conto di un Decreto Ministeriale già esistente e avesse scelto di precludere agli educatori SNT2 praticamente tutti i possibili sbocchi lavorativi. Mi è stato risposto che per anni i laureati in L19 hanno subito ingiustizie, una risposta con tanto di applausi della platea. Quasi fosse colpa nostra, degli studenti e degli educatori professionali, se le Università non hanno saputo immaginare in tutti questi anni percorsi interfacoltà, come era stato auspicato dal DM 520/98. E ad un altro intervento, l’On. Iori ha chiesto se per caso noi “pensiamo di sapere tutto”. Una risposta che, a mio parere, dice tutto dei sentimenti che hanno guidato questa legge. Sicuro mi sarei aspettata ben altri toni e capacità dialettiche da parte di chi, non solo siede in Parlamento, ma fa della Pedagogia il suo mestiere. E lo dico con amarezza.
L’intento di dare un ordine al caos del mondo sociale è nobile, ma la mia impressione è che i fini siano sempre economici e rispecchino “guerre intestine” tra accademici, che in realtà se ne infischiano degli operatori. Per fortuna ho avuto la possibilità di lavorare in questi anni con laureati di Scienze dell’Educazione e posso affermare con sicurezza che queste divisioni sono soltanto accademiche, e che se fosse per gli operatori un canale formativo unico sarebbe realizzabile da domani.

Chissà quando invece sarà realizzabile per le Università e per la legge.