Ehi laggiù, mi sentite?

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Vincenzo Staff pubblicato 1 anno fa

Ehi voi, mi sentite? Si proprio voi…voi qui in piazza…ho voglia di dire delle cose e cerco qualcuno che mi ascolti…non so se sono cose intelligenti o meno, di questo però in fondo non me ne frega niente…ho solo voglia di essere ascoltato, sentito, guardato…sentire che ci sono per davvero e non per finta grazie a un click o peggio ancora a un like…ditemi una cosa, capita pure a voi di avere l’impressione a volte di nuotare in un mare di solitudine e paura? Di avere l’impressione essere impotente ed incapace di fronte a questo mondo che va come una trottola mentre si fa fatica persino a respirare? Vi prende mai quella appiccicosa sensazione di aver paura di non so che cosa? Di sentirvi soli nonostante siete in mezzo a una folla mentre chattate con qualcuno  lontano? Vi capita mai di avere una gran voglia di essere sentiti, guardati ascoltati per davvero e non solo per caso? Vi capita mai mentre bevete una birra avere voglia di mettervi a piangere perchè tanto siete nient’altro che una/o delle/dei tante/i? Non vi piglia mai la voglia stupenda e immensa di urlare “Io ci sono fottuto mondo anche se non mi vedi e non mi senti”? Io tutte queste cose me le vivo e me le piango a tutto andare. Il fatto è che ho la sensazione che ancor più di ieri il tempo che oggi viviamo voglia invece impoverirci di parole, faccia di tutto per farci dismettere i nostri sogni, che ci solletichi ad inaridire la nostra fantasia, che ci lusinghi a non voler rischiare, ad aver soggezione della visibilità e paura del giudizio. Di diventare piccoli robot seppure moderni, efficienti, funzionali del tutto padroni controllori. Io non ce la faccio. Io non voglio questo. Voglio essere “sbagliato”, “inefficiente”, “disfunzionale”. Né padrone, tanto meno controllore. Preferisco due braccia che mi stringono anche se straniere. Una porta che si apre senza bussare. Voglio ridere di me pagliaccio e poi piangere di me poeta. Non mi frega niente essere moderno a forza. Voglio essere Vincenzo e basta. Non cerco la folla che non vedo, mi va invece il prossimo che ho accanto. Mi fa calore, mi fa capire senza parole. Crediamo davvero nella prossimità? Si? Ok, però facciamo in modo che non sia solo un bel giochino su questa piattaforma ma vita vissuta e vera. Corpo, sangue, odore e sapore di ogni giorno in ogni luogo dove tocca vivere e sognare. E magari qualche volta piangere se il caso. Siamo folli e sognatori da strapazzo con l’idea fissa in testa che nessuno e niente mai ripagherà: la prossimità unica verità della dignità!

E, allora adesso dai ditemi qualcosa voi. Vorrei tanto sentire le vostre parole, ascoltare i vostri pensieri, rinfrancarmi della vostra prossimità!

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