la bellezza d'insegnare!

La Piazzala bellezza d'insegnare!
Vincenzo Staff pubblicato 9 mesi fa

Ho insegnato per 25 anni di seguito. Nei miei sogni, però, non c’era stata mai una cosa del genere. Ho iniziato nel settembre del ’92. L’opportunità fu grazie ad un amico, Saverio. Ero tutto preso dall’adrenalina per l’incarico di direttore dei Servizi Sociali per disabili del comune di Sesto San Giovanni. Un giorno Saverio, mentre c’incrociamo in corridoio, urla: “ Ecco un altro dei professori, trovato”! Mi volto in giro non capendo se l’avesse con me o meno. L’aveva proprio con me. Lì per lì rifiutai mandandolo a quel paese disdegnando con saccenza la proposta. Però visto che sapeva di che pasta fossi ritornò alla carica titillando con sapienza il mio innamorato ego. Diventai così docente di Sociologia Generale, Politica Sociale e Sociologia della devianza nei corsi professionali regionali per Educatori Professionali. Corsi, successivamente, inquadrati in ambito universitario. Ho scoperto, grazie a Saverio, quanto mi piacesse insegnare. Quanto mi nutrisse e dissetasse. Per 25 anni consecutivi, infatti, ho potuto cogliere l’attesa di futuro dagli sguardi dei miei studenti. Ho potuto avvertire i timori e le speranze dalle loro parole. Ho potuto godere appieno di sprazzi di vita comune per me mai più passati. Un palcoscenico di stagioni che scorrevano pian piano ad ogni inzio e ad ogni fine d’anno. Una meraviglia indescrivibile che ha segnato la mia vita, da allora non più la stessa. Insegnare è una delle cose più stupende che ci sono in terra. Perché è un po’ come concorrere a dare vita. A generare fiducia nel domani. A procreare attese di futuro. Accompagnare la scoperta di chi sei così da potere salutare e proseguire insieme solo con te stesso. Insegnare è una magia che lega, due sconosciuti, a fidarsi l’uno dell’altro. Non è solo, o soprattutto, trasmissione di “sapere”. È molto di più. È rivelazione di conoscenza reciproca. Non si può insegnare davvero se non ci si lascia insegnare. L’ho imparato non senza fatica. L’insegnamento, è il caso di dirlo, mi ha insegnato l’umiltà. Anche se recitata attraverso una “teatralità” che intendeva rendere il sapere leggero e la conoscenza sincera. Sentirci, per  un dato tempo, “insieme”. Intenti  a scambiarci reciprocamente futuro e passato. A fare, cioè, memoria. Che ha un inizio e una fine. E io sono giunto alla fine proprio quest’anno. Insegnare è stato certamente uno dei regali più dolci e preziosi della mia intera vita.  

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