Padri lontani

La PiazzaPadri lontani
Anna Staff pubblicato 2 anni fa

Oggi incontro G.D., detenuto della Sezione a trattamento avanzato intramurario del Ser.T per la tossicodipendenza interna alla Casa di Reclusione di Milano Opera, che si presenta subito parlandomi della figlia e della sua mancanza affettiva per questa figlia.
Vorrei saperne di più e così gli dedico qualche minuto, ascoltando e accogliendo questa sua nostalgia della figlia. Mi propone subito di leggere “DENTRO le cose che succedono FUORI”, rassegna stampa settimanale per i detenuti del carcere. 
G., tutto fiero e con gli occhi lucidi, mi mostra un articolo scritto da lui: “Padri lontani“:
“Continuo le mie riflessioni sull’educazione dei figli, perchè purtroppo io, padre, in questa circostanza mi sta sfuggendo di mano anche per il troppo tempo lontano dalla famiglia. 
Per l’appunto: i genitori devono aiutare i propri figli a costruire il proprio progetto di vita. 
Il modo di pensare dei figli spesso è influenzato dalle esperienze che avvengono a livello familiare. In questi ultimi anni si è passati da un modello educativo familiare di tipo “autoritario”, ad un modello educativo di tipo “permissivo” incline a garantire l’esclusiva libertà. Le modalità educative, invece, devono tendere da un lato la protezione, all’accoglimento, al sostegno e dall’altro all’autonomia, alla separazione, alla responsabilità…Nella famiglia- devono essere presenti per riuscire almeno una discreta e sana educazione, due modalità educative come racconta un articolo che ho letto suggerisce: Primo, modalità educativa materna- che orienta- bisogno, desiderio, protezione e alla dipendenza, Seconda, la modalità educativa paterna, tendente all’autonomia, al sentimento etico, alla consapevolezza di contare sulle proprie energie, all’assunzione di responsabilità. Concludendo non è per tutti, ma le modalità educative paterne, negli ultimi anni hanno quasi ceduto il posto alle modalità educative materne- e questa maternalizzazione può condizionare fortemente il giovane nelle sue scelte future. E’ un punto di riflessione a noi padri che questo allontanamento “forzato” condiziona fortemente la crescita agendo sulla psiche del giovane, invito tutti i papà una riflessione futura per amor dei nostri tanto richiamati sempre all’attenzione i nostri figli.” (G.D.)
Voi come rispondereste a questo articolo di G.? Come orientare l’intervento educativo che risponda all’esigenza e alla domanda implicita di questo articolo?
Anna

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