Smartphone a lezione

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Vincenzo Staff pubblicato 3 mesi fa

Quindi da ora in poi lo smartphone diviene anch’esso risorsa didattica con il placet della Ministra dell’istruzione Fedeli.

Come vedete il termine istruzione non ha la maiuscola. Infatti oggi come oggi l’istruzione in Italia la “sento” e la “vedo” malmessa se non peggio.

Personalmente insegno. E per sgombrare subito il campo da fraintendimenti una regola che “ordino” è via il cellulare durante le mie lezioni. Con una precisazione, il cellulare deve essere spento e non in silenzioso.

Riposto quindi in borsa o fuori portata dallo sguardo.

Sono un pignolo? Un sorpassato? Un cattivone? Un assertivo? Certo, lo si può pensare però è così. Con me le lezioni si fanno scordando del tutto il cellulare. Sono forse contro ‘sti aggeggi? Non ne capisco le funzioni? Sono contro la modernità? Contro i nuovi linguaggi? Certamente no.

Sicuramente no. Se poi non si comprende il senso dell’insieme di tali atteggiamenti mi dispiace ma non è certo colpa mia. Inseguire la modernità ad occhi chiusi è segno di afasia e indifferenza.

Le cui vittime sono innanzi tutto proprio gli studenti. Da par mio, ciò che trovo pericoloso, per gli studenti, circa l’uso degli smartphone, in aula durante una lezione, è una inopportuna e subdola facilitazione di tali strumenti rispetto a impegno e fatica nell’apprendimento ed elaborazione dei contenuti. Mi spiego meglio.

Per quale stupido motivo dovrei sudare per l’attenzione a una lezione quando questa me la posso bere seguendo passo passo il riassunto con lo smartphone? Perché? Di fronte a ‘sta domanda spesso si capitola ripiegando facile nella comodità. Da parte del prof si fa meno fatica a spiegare.

Ci son meno domande e se ci sono sono tutte uguali. Da parte della classe poi si proclama l’esonero del senso critico individuale. Non ci si deve rompere battagliando con il professore. Non devo mettermi in gioco tanto ci pensa Wikipedia. Che sa tutto e spiega tutto. Senza orari e senza fine.

Perché dovrei pensare? Perché dovrei seguire con fatica ragionando con la mia testa e non seguire le facili scorciatoie che tutti seguono? Quando m’interrogo così rispondo sempre che non c’è ebbrezza più impagabile che godermi la sudata di trovare io la spiegazione persino se sbagliata.

Di battermi le mani anche da solo per aver provato a ragionare con la mia materia grigia senza il supporto di quella digitale. Se poi domani questa servirà non mi farò problemi a farmi dare una sua mano.

Però per prima viene la mia testa e non quella degli altri seppure più moderna e digitale.

E voi, cosa ne pensate circa l’uso del cellulare durante le lezioni?

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1 Risposte
Andrea Staff risposto 3 mesi fa

Personalmente ritengo che gli ambiti di vita in cui possa avere ancora più senso imparare a fare a meno dei cellulari sia il tempo che i ragazzi trascorrono per esempio in famiglia o con i loro amici. Non mi spaventa l’idea della ministra, anzi il suo discorso tutto sommato mi sembra che sia uno spunto interessante:

Si tratta di “una straordinaria opportunità”, spiega, “che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico”. “da venerdì prossimo una commissione ministeriale s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula.” fonte: ANSA – Fedeli, sì a smartphone in classe, sono un aiuto

Imparare ad utilizzare le potenzialità dello smartphone ed impiegare le competenze di utilizzo dei ragazzi per apprendere qualcosa in maniera differente mi sembra un’interessante intuzione a livello educativo… inevitabilmente spinge docenti, educatori, genitori ecc. a rimettersi nuovamente in gioco in un’area per molti ancora inesplorata.
I divieti mi sembra che servano a poco, i ragazzi quotidianamente utilizzano il cellulare a scuola anche se non si potrebbe. Lo fanno anche gli adulti al lavoro, in riunione, in chiesa, etc.. Prendere atto di un movimento/fenomeno di questo tipo e tentare di farsene qualcosa in termini educativi penso che sia uno sforzo apprezzabile. Se una persona non è interessata a qualcosa si distrae a prescindere dal fatto che il cellulare sia vietato o meno.
Imparare ad utilizzare la propria materia grigia per domandarsi cosa di buono, di eccezionale posso fare, produrre, apprendere, sfruttando la potenza di uno strumento che ho quotidianamente tra le mani e che magari uso solo in un certo modo, penso che sia una sfida ed una competenza non da poco.