Copiare per una verifica è sempre sbagliato?

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Diario di un professore pubblicato 5 mesi fa

Mandy quel mattino era andata a scuola tesa ma con tanta speranza di farcela; si era preparata per tutta settimana e sapeva di poter affrontare con buone possibilità di successo l’ultima prova di matematica, la materia che non l’aveva vista eccellere durante l’anno anche se non era detta l’ultima parola, era in bilico e poteva risolvere la questione a suo favore.

Invece no! le speranze erano andate in frantumi alla prima lettura, erano dei problemi impossibili, Mandy avrebbe voluto consegnare subito in bianco, ma l’amica del banco a fianco, Camilla, le aveva lanciato un’occhiataccia come a dirle “non provare nemmeno a pensarci di consegnare in bianco!”. Mandy aveva obbedito e si era messa a scrivere non sapeva nemmeno lei che cosa, ma qualcosa riusciva a trarre dai meandri della memoria, non bastava, lo sapeva, però il problema cominciava a sciogliersi, finchè sorprendendo la disattenzione dell’insegnante Camilla era riuscita ad allungare un foglietto su cui erano scritte alcune formule decisive per risolvere il problema.

La situazione era così cambiata improvvisamente, quel suggerimento aveva lanciato Mandy sulla strada della soluzione del problema e i conti ora venivano, quasi senza il suo impegno, era un disegno che si componeva con una facilità impressionante, che la sorprendeva ad ogni piè sospinto.

Mandy ogni tanto sbirciava l’amica piena di gratitudine, stava superando l’ultimo ostacolo dell’anno, anche se sarebbe bastato proprio poco per rinunciarvi, se avesse ascoltato il primo impulso avrebbe consegnato in bianco perchè le sembrava impossibile trovare la soluzione.

Terminato il compito le due amiche si erano trovate alla macchinetta del caffè, il volto di Mandy era raggiante, quello di Camilla segnato da un interrogativo che non poteva trattenere più a lungo.

“Che cosa ti è successo?” aveva detto all’amica con tono di rimprovero.
“Era troppo difficile, troppo!” le aveva risposto Mandy.
“Troppo difficile? Ma mi sembri un po’ fuori! Se questo esercizio lo avevamo di fatto già svolto, è uno di quelli che ci aveva dato la prof per prepararci, e questo la dice lunga sulle sue intenzioni …..Camilla non sapeva cosa pensare, le sembrava che l’amica stesse recitando!

“Ah! Adesso capisco perchè dopo il tuo suggerimento è diventato tutto così facile. Ora capisco!”
“Finalmente stai rientrando in te stessa!” Camilla aveva sottolineato con una espressione di contentezza il ritrovamento dell’amica.

“Sei troppo presa dallo stress di verifiche e di interrogazioni e questo ti stava fregando, tu e non la prof ti stavi facendo del male, se avessi consegnato in bianco avresti compiuto l’impresa, come affondarti dopo una settimana di lavoro così intensa che forse mai hai sperimentato”

“Hai ragione, ma cosa ci posso fare? Penso sempre di dover cadere da un momento all’altro, che cosa ci posso fare?”

Mandy guardava l’amica che già le aveva tesa la mano con un’altra implorazione, voleva un’altra stretta di mano, quella più difficile, perchè passare un fogliettino è semplice, ma aiutare chi ne ha bisogno a trovare una stima di sé, questo è più difficile, anche se possibile.

Camilla aveva sorriso e semplicemente, prima di introdurre la moneta per il caffè, le aveva sorriso, lei, Camilla, stima di Mandy ce l’aveva, non certezza che risolvesse i problemi di matematica, ma stima di lei per il suo valore umano.

D’improvviso si erano sentite lo sguardo di un estraneo addosso, prese di soprassalto avevano pensato di essere snidate, si erano voltate e di fatto dietro loro in fila per il caffè vi era l’insegnante di matematica. Che avesse sentito? No, no, non aveva sentito, le aveva però chiamate per nome, come per iniziare un discorso con loro che l’avevano guardata con fare interrogativo.

Lei allora le aveva chiesto come fosse andato il compito di matematica, Mandy non aveva parlato per non mentire, Camilla invece si era dilungata a descrivere quello che aveva fatto e passo dopo passo si era accorta di aver preso la strada giusta per arrivare alla soluzione.

“Ma tu non parli?” aveva detto d’improvviso la prof a Mandy “per te non è stato così facile risolvere il problema? Che difficoltà hai incontrato?” E con uno sguardo di grande intensità era arrivata a scrutarla fino al fondo del suo io.

“Devo essere sincera, all’inizio ero proprio persa, non sapevo come raccapezzarmi, poi Camilla mi ha dato un aiuto e tutto è diventato semplice, proprio semplice come non avrei immaginato”.

“Meno male che hai un’amica come Camilla, meno male!”  

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