Sono passate due settimane dal lancio della versione beta (di prova) di Social Proximity, abbiamo già raggiunto più di 40 iscritti!

Eppure resta una domanda, dove diavolo siete finiti?

“Gli educatori fanno, quindi non scrivono.”

Eppure dalle vostre risposte di persona sappiamo che il bisogno, sia esso latente o espresso da un’altra parte, di discutere e condividere la propria esperienze e le vostre domande, è vivo. In piazza vi stiamo punzecchiando…. cosa aspettate a parlare? A farci sapere la vostra? A scrivere se vi piace o non vi piace se vi è utile o meno…

La piattaforma è nata per dare un’inversione di rotta, per darci la possibilità di scrivere, ragionare e condividere riguardo al lavoro degli educatori cosi da non delegare ad altri il compito di farlo. Fare bene nella concretezza del nostro lavoro è l’ingrediente che ci contraddistingue ma riteniamo che non sia sufficiente, abbiamo le competenze per andare oltre!

Da soli non ce la si fa, “il sapere non si accresce se non è condiviso” la sfida che lanciamo è connettersi: mettersi in rete su Social Proximity.

La scrittura ci permette di renderci visibili, di darci un volto, di farci riconoscere, dare valore e autonomia alla nostra professione.

Scrivere di quello che facciamo ci permette di elaborare, riflettere e di reinventare il nostro lavoro per individuare nuove strategie e perfezionare quelle esistenti.

Quante domande durante il vostro lavoro vorreste condividere?
Quante riflessioni che avete in mente potrebbero essere d’aiuto ad altri professionisti del mondo del sociale?
Quante risorse potremmo mettere in campo ?
Lo scopriremmo solo lanciandoci e sbilanciandoci, insieme.

Alla Proximity

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